INSIEME… PER TROVARE RISPOSTE

Incontro del 14 novembre 2016            Sala Consiglieri –  Città Metropolitana

I INTERVENTO     Avv. CINZIA ALESIANI – Avvocato Foro di Torino

Legge del “dopo di noi!” del 6.6.2016 n. 112 contiene, nell’articolo 1, alcuni principi e finalità:

  • Nel I comma, si parla esplicitamente del benessere dei disabili, in particolare per quanto riguarda l’inclusione sociale e l’autonomia abitativa
  • Il II comma prevede la progressiva presa in carico di coloro i quali hanno una disabilità grave e non hanno sostegno finanziario
    • Evitando istituzionalizzazioni
    • Con progetti individuali che coinvolgano le istituzioni, eventuali familiari e il disabile
    • Rispettando la volontà del disabile, dei genitori o di coloro che tutelano il disabile stesso

Sono previste agevolazioni e misure di sostegno al reddito:

  • donazioni da privati,
  • assicurazioni,
  • trust,
  • vincoli di destinazione (creati da privati sui propri beni destinati a disabili),
  • fondi speciali (beni mobili ed immobili) vincolati ad un soggetto terzo con contratto di affidamento (es: vincolo un figlio a curarne un altro con i frutti dei beni destinati a vincolo)
  • Affidamento fiduciario a Onlus
  • È previsto un fondo per i disabili gravi che non hanno sostegno, ripartito per Regioni in base al numero di disabili accertati. Le Regioni faranno programmi con le Organizzazioni e daranno pubblicità ai finanziamenti.

L’accesso a tale fondo è consentito anche alle famiglie.

  • Le agevolazioni fiscali prevedono:
    • Esenzione imposta su successione per trust
    • Esenzione imposta su fondi di destinazione vincolati a disabili gravi
    • Pagamento della sola imposta di registro fissa, ad oggi pari a € 200,00
    • Eventuale esenzione IMU, se deliberata dal Comune
    • Agevolazioni fiscali sono previste anche per le donazioni

Ad oggi mancano i decreti attuativi della Legge 112.

II INTERVENTO    Dott. DALIDA TREVISAN – Responsabile Regionale Team Pensioni Inps

PENSIONE DI INABILITA’ e ASSEGNO ORDINARIO DI INVALIDITA’

L’INABILITA’ al lavoro deve essere totale e assoluta

L’INVALIDITA’ prevede una residua capacità lavorativa inferiore ad 1/3 e viene riconosciuta con almeno 5 anni di contributi versati a qualsiasi forma previdenziale, ricongiunti gratuitamente, di cui 3 negli ultimi 5 anni.

L’assegno ordinario di INVALIDITA’ CIVILE può essere riconosciuto a tempo determinato, di solito per un triennio dopo verifica sia sanitaria che contributiva e si riconferma ad esclusiva domanda dell’interessato.

Il beneficiario è soggetto a visite di revisione. Se il soggetto non si presenta a due convocazioni senza adeguata giustificazione, la prestazione prima viene sospesa e poi revocata.

Più pensioni, una erogata dall’INPS e altre da altri enti, possono essere cumulate.

In presenza invece di reddito da lavoro dipendente, l’assegno di invalidità civile viene decurtato secondo i dettami della legge 335.

L’INABILITA’ non è legata al versamento di contributi, e comporta l’obbligo di comunicare annualmente i redditi del beneficiario, pena la sospensione della prestazione. In caso di ripristino non vengono riconosciuti gli eventuali arretrati.

La Legge 122 del 2010 prevede che le prestazioni assistenziali siano soggette a verifica reddituale annualmente. Anche la reversibilità ( Legge 335) ha lo stesso obbligo, superato nel caso che i soggetti interessati presentino dichiarazione dei redditi al Fisco, in quanto INPS e Fisco si trasmettono telematicamente le informazioni.

La PENSIONE AI SUPERSTITI compete ai figli maggiorenni TOTALMENTE INABILI (quindi senza capacità lavorativa) con accertamento da parte dell’ASL/INPS.

Il disabile deve essere stato a carico del deceduto e quindi in assenza di redditi o con redditi minimi (stato di bisogno) . Il deceduto quindi provvedeva al suo mantenimento.

I redditi rilevanti per determinare il diritto alla reversibilità del disabile, sono i soli redditi soggetti a IRPEF.

Se l’inabile non conviveva con il deceduto, deve essere provato il mantenimento (es: con ricevuto delle spese sostenute)

Se il disabile è l’unico beneficiario della reversibilità, la quota a lui spettante è pari al 70%

Con altri beneficiari (ad esempio il coniuge a cui spetta il 60%), la quota spettante passa al 20%

Per il figlio è invalido al 100% ma non gli è stato riconosciuto l’assegno di accompagnamento, l’erogazione della reversibilità è condizionata all’esito della visita medica.

III INTERVENTO   Dott. DOMENICA CETANI – Direttore provinciale patronato INAS/CISL Torino

Il consiglio è quello di rivolgersi sempre a un patronato per valutare il diritto o meno a richiedere prestazioni.

DOMANDA DI INABILITA’:

  • il medico deve compilare e trasmettere il certificato SS3
  • L’interessato deve recarsi al patronato per inoltrare, in modo telematico, domanda all’INPS entro 90 giorni dall’invio del certificato medico da parte del medico curante, con copia di tutta la documentazione sanitaria
  • 1, 2 mesi dopo l’INPS convoca per visita medica. Si deve portare tutta la documentazione di cui si è in possesso.
  • Se viene accolta, deve cessare un eventuale rapporto di lavoro
  • Se non viene accolta, è possibile presentare ricorso, che prevede un riesame da parte dell’INPS
  • Se per la seconda volta non viene accolta, è possibile un’azione legale. La consulenza legale è gratuita presso il Patronato.

DOMANDA DI INVALIDITA’ CIVILE:

  • il medico deve compilare e trasmettere il certificato
  • L’interessato deve recarsi al patronato per inoltrare, in modo telematico, domanda all’INPS entro 90 giorni dal certificato medico
  • L’ASL chiama per due visite, poi la domanda decade
  • Il riconoscimento economico compete se nel verbale è indicata un’invalidità dal 74 al 100% ed è legata al reddito del richiedente
  • Nel caso di invalidità con scadenza, è obbligatorio presentarsi alle revisioni richieste dall’INPS, pena la revoca delle prestazioni

Per entrambe le domande:

  • Si può andare alle visite accompagnati da operatori, medico di fiducia, familiare. Tutta la documentazione sanitaria deve essere aggiornata.
  • È importantissimo comunicare all’INPS qualsiasi variazione di indirizzo

(l’INPS effettua le convocazioni sia per posta ordinaria che per SMS al domicilio/residenza conosciuti).

DOMANDA DI REVERSIBILITA’

  • Copia del Certificato medico del disabile
  • Domanda trasmessa in modo telematico da patronato
  • ASL/INPS visita e decide su eventuale erogazione
  • In caso di dubbio sulla spettanza, rivolgersi sempre a un patronato per verifiche

IV INTERVENTO

Dott. DIEGO LOPOMO – Responsabile Ufficio Pubblica Tutela e Rapporti con l’Autorità Giudiziaria Città Metropolitana di Torino

Dott. ELENA VIOLANTE – Assistente Sociale Ufficio Pubblica Tutela Città Metropolitana di Torino

La Legge Regionale 1/2004 istituisce l’Ufficio di cui sopra, per fornire supporto ai tutori e agli amministratori di sostegno nel rapporto con l’autorità giudiziaria.

La rappresentanza di un figlio è data:

  • Dal genitore in caso di un figlio minore
  • Su decreto dell’autorità giudiziaria, se il figlio è maggiorenne

La TUTELA, prevede l’interdizione e il tutore deve tutelare TUTTI i diritti dell’interessato e viene disposta unicamente da un giudice

L’AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO viene assegnato dall’autorità giudiziaria a una persona che è capace di intendere e volere ma deve essere aiutato negli atti elencati dal giudice. Quanto non elencato è ad esclusiva discrezione della persona stessa.

La tutela o l’amministrazione di sostegno possono essere richieste da:

Parenti, conviventi, Pubblico Ministero (sollecitato dai Servizi Sociali).

Una sola persona può essere tutore o amministratore di sostegno, ma può essere sostituito con domanda motivata al giudice

Il PROTUTORE è quella figura che interviene quando c’è conflitto tra tutore e tutelato

Il GIUDICE è interlocutore ma non risolutore di problemi (quando lo si interpella, è necessario esporre in modo chiaro, anche se sintetico, il problema e le possibili soluzioni)

Il GIUDICE TUTELARE può intervenire se non c’è comunicazione tra soggetto tutelato, famiglia e servizi.

I genitori possono depositare da un NOTAIO una “designazione” allo scopo di scegliere in vita un tutore/amministratore di sostegno per il proprio figlio dopo la morte

Eventuali “procure” rilasciate a parenti, non sollevano il figlio dalle sue prerogative (gli atti che compie sono validi a tutti gli effetti)

Quando viene nominato tutore/amministratore di sostegno un avvocato o un ente pubblico, la legge prevede un equo compenso.

Non è previsto invece per familiare.

Se il decreto del giudice prevede per l’amministratore di sostegno l’accesso al conto dell’amministrato, la banca deve fornire anche l’INTERNET BANKING.

Le grosse banche non lo fanno. Già fatto anche incontro con ABI senza risultato.

Consiglio: scrivere a banca e p.c. anche al giudice tutelare rivendicando l’applicazione del diritto.

V INTERVENTO   Dott. MARIA ROSARIA SARDELLA – Medico Psichiatra ASL TO1

Il progetto terapeutico deve coinvolgere anche la famiglia

La famiglia ha diritto di essere presente nel progetto e di essere parte attiva nella sua attuazione

Alcuni psichiatri ritengono però, ancora oggi, di avere un rapporto esclusivo con il malato

Molte volte l’invalidità civile viene proposta direttamente dagli operatori per attenere un attestato che permette di dimostrare che la persona non ce la fa a essere totalmente capace (diminuzione di capacità).

È importante ottenere questa attestazione per avere, ad esempio, delle vie preferenziali sul lavoro.

Non pregiudica la patente (con opportuna relazione psichiatrica e revisione ogni 1-2 anni)

VI INTERVENTO   Dott. BARBARA ROSINA– Presidente ordine Assistenti sociali

Sono tutti molto consapevoli delle difficoltà nei rapporti tra famiglie, servizi sociali e malato.

L’importante è non avere paura, informarsi, chiedere e pensare che a volte le famiglie non vengono subito coinvolte nel progetto perché i servizi non sono in grado, in quel momento, di dare risposte.